Friday, December 28, 2007

e non mi va a rivenire l'influenza..sto sempre male oh, dovrei coprirmi di più.

Thursday, December 20, 2007


rimpiango quel pomeriggio passato con gli occhi semichiusi. steso in terra, ed il trio di Ravel protagonista del rimbombo. quell'aria affumicata ed i calzini puliti, quel bicchiere mezzo pieno e quella mela tagliata da un'ora che gia s'ingialliva. a me piaceva stare sul tappeto, a te sul divano, lasciando la pelle appiccicarsi sui cuscini. fuori non c'era il sole, fuori non c'erano le nuvole, non pioveva e non c'era vento; non ricordo che tempo facesse, ricordo solo che mi sembrava non passare mai. magari sono ancora lì, o magari ancora non è successo niente di tutto questo. di sicuro rimpiango quel pomeriggio, passato a massaggi sul collo.
si rimpiange quel che non s'è avuto, si rimpiange quel che s'aveva e s'è perso.

Monday, December 17, 2007

Roma nun fa la stupida stasera (che io sto a ostia,a casa dei miei...comportate bene, nun me fa fa figure co a gente)

vi scrivo da casa mia, o forse sarebbe a questo punto più corretto dire, da casa dei miei. ahhhh, sapeste che giornate intense sono queste, cariche di novità, sensazioni inedite, scombussolamenti vari e , per la prima volta, tutti positivi. la mia casetta romana inizia a prendere forma e personalità;la sto riempendo di installazioni, tipo museo di arte contemporanea. ieri ad esempio ho portato la tv (non ho l'antenna ma almeno mi vedo dvd) e non avevo un mobile su cui posizionarla. ed allora ho osato stilisticamente: ho preso la tavola da stiro e ce l'ho piazzata sopra. l'opera l'ho chiamata "stirovisione"ed hanno collaborato alla progettazione e realizzazione mia cugina l'architetto e un'amica (quasi)storica dell'arte, le quali hanno approvato l'operazione in veste di esperte. in cucina poi c'è "tempi maturi" (limone su cassa stereo). in salone ho creato anche "fidel a padre pio" (bandiera cubana con al centro della stella un santino di padre pio di proprietà del mio padrone di casa. il titolo dell'opera è di Higuerra). insomma a breve casa diventerà un piccolo atelier, punto di ritrovo dei migliori artisti della capitale. si chiamerà Museo Freddy Nasone e l'ingresso sarà assolutamente gratuito, ma su invito. questo fatto della casa poi mi ha innescato dentro un meccanismo distruttivo: sono iperattivo, non riesco a fermarmi. cammino a passo velocissimo, ed ho la testa che mi va a mille..ho un sacco di progetti, in ballo molte cose, lavorative, musicali, di tutti i generi. quanta energia in un così piccolo uomo. e poi la notte dormo profondamente, perchè arrivo cotto a letto. la signora lucia, quella del piano di sotto, stamattina mi ha fatto un bel sorriso, mi ha stretto la mano e detto "ciao bello, vatte a fa na passeggiata. coprite eh, che fa freddo"..e pensare che il padrone di casa me l'aveva descritta come una mezza arpia, a me invece pare gentilissima, una di queste romane popolari, che trattano tutti come nipoti, figli..insomma bello bello. gli altri vicini invece non li ho ancora conosciuti..a no, una coppia si, ma sono antipatici, molto sulle loro, mi sa che non sono manco di roma..ma vaffanculo va....hihi..poi l'altro giorno una cosa troppo divertente: ero a un bar vicino casa e faccio al barista: "dicooo..ma un supermercato vicino..?" e lui mi fa "la vedi quella vietta?la prendi, fa un centinaio de metri e arivi al pantheon..li c'è la despar"...capito si, il supermercato più vicino è quello del pantheon...hihihihih..che ridere, non mi pare ancora vero (lo so, sono odioso, ma mettetevi nei miei panni..non sapete che sforzi per non saltellare per tutto il quartiere gridando "aò ennamo, svejateve!!"). vorrei scrivere per delle ore, srotolare tutti i pensieri che ho in testa..il flusso è troppo rapido però, resterei comunque indietro..bisogna incontrarsi, vedersi, venitemi a trovare, ho un menù fisso da 5 giorni: pasta col tonno , (volendo anche un pò di salumi) vino rosso, caffè, ciambellone al cioccolato. aò, per ora questo offre la casa, non ho tempo di organizzare la dispensa, ho delle installazioni da fare. vado a dormireeeeeee..calma, non facciamoci prendere dal panico. baci.

Friday, December 14, 2007


Vita al di sopra delle proprie possibilità

In data 12 dicembre 2007, alle ore 16 prendevo possesso dell'abitazione di via del....n °4. per ragioni che ora non sto a qui a spiegarvi, la casa in questione trovasi a n°200 metri da p.zza navona, a n° 700 m da Campo di fiori e trattasi di casa in palazzo antico..per altrettante ragioni che non sto qui a spiegarvi riesco a permettermi di viverci da solo, con quella specie di stipendio che ho..voi direte "hai occupato una casa!"..ebbene no, diciamo che sono ospite a tempo indeterminato. questo giro il sottoscritto è protagonista di una gigantesca botta di culo..ora, come dice Higuerra, posso iniziare a fare il bohemien ed a girare per il centro in pigiama, col cilindro, a dire cazzate sull'arte, sull'anima..insomma su ste cose da intellettuali..poi ironia della sorte a 20 metri da casa c'è un negozio di Cineserie..vi ho dato un grosso indizio..venitemi a trovare..domani poi porto la bici, e non mi ferma più nessuno!!

p.s. voglio vivere cosiiii, col sole in fronte e felice canto, beatamente..

Sunday, December 09, 2007


intervallo

ora è tardi e io sto andando a dormire..ci sono tuttavia bellissime novità. novità di quelle pure, che non ti aspetti, che capitano da un momento all'altro..a breve saprete.notte

Wednesday, December 05, 2007

mi starò invecchiando, che vi devo dire..

e mi venivano le lacrime agli occhi. eravamo a recanati, in una scuola elementare. davanti a me c'erano una prima, una seconda ed una terza: 60 bambini con i loro flauti in mano. io ero li solo per guardare questo professore alle prese col suo metodo sperimentale di pedagodia musicale..qualcosa di una semplicità imbarazzante, di quei metodi di insegnamento che a vederli dall'esterno dici "sono tutte cazzate"..di quelli che se guardi con occhio critico (o forse cinico?) il maestro pensi che è uno sfigato, un uomo mezzo ridicolo, un musicista mancato che di ripiego..poi però giri lo sguardo di 90 gradi e ti soffermi sulle facce dei bambini, e le trovi concentrate, pulite, gioiose, piene di musica. e sentire 60 flauti intonatissimi, andare a tempo, suonati con allegria da bambini in grembiule che non credevo esistessero nella realtà..devo essere sincero, per un istante ho vacillato, stavo per mettermi a piangere, ho dovuto pensare ad altro per rimanere asciutto..una musica cosi bella non l'avevo mai sentita in vita mia, raramente sono stato a contatto con tanta bellezza. io non so se riuscirò a fare quello nella vita, so che devo provarci con tutte le forze che ho e pure quelle che non ho. insegnare musica ai bambini, aiutarli ad ascoltare meglio, a sviluppare la loro creatività, educarli al bello, a ricercare l'armonia tanto nella musica quanto nel resto, a stare insieme, a suonare tutti insieme dandosi forza l'uno con l'altro. non è tra le cose più importanti del mondo?
un regista una volta disse che gli uomini di oggi hanno perso una delle più grandi caratteristiche del mondo animale: la cura dei più piccoli. mi sa che ho trovato la sintesi dei discorsi che mi faccio da anni. noi "adulti" facciamo un pò schifo, abbiamo un sistema di valori davvero folle, un egoismo raccapricciante. cerchiamo di avere cura dei piccoli, facciamogli conoscere la generosità, mostriamo loro quanto sa essere grande l'essere umano, invitiamoli a guardarsi intorno, a pretendere e saper riconoscere il bello. che cazzo è un nostro dovere, porca di una puttana. io mi domando se ci siamo impazziti davvero. porca di una puttana un'altra volta. qui me parono tutti scemi.

Sunday, December 02, 2007

La vera storia inventata di Sgarmush.

Sgarmush aveva qualcosa aggrovigliato nella gola, aveva da slegare un filo di voce..il filo del discorso, che avrebbe steso qualcuno tipo un lenzuolo sventolante al sole..ma gli mancava il coraggio ed allora attendeva, tendendo il filo, che di sicuro d'un tratto si sarebbe spezzato elasticando via..e poi pensava di sublimare troppo nella vita, che forse non era giusto vestire tutto ,persino il brutto , con il migliore copriletto. forse bisognerebbe dire "pane al pane e vino al vino", ma non nel senso di parlare agli oggetti. bon, Sgarmush sarebbe stato via 3 giorni, per un progetto di lavoro, e sperava che la faccenda andasse a buon fine..
"avrò una prospettiva diversa e sicuro maggiore lucità"..si era detto "anche perchè meno di adesso significa visuale con nebbia di panna e lampioni-banana a condire di luce gialla la sera..ho capito il mio problema: sono troppo intelligente. si, è sicuramente questo.senz'ombra di dubbio."
aveva le idee chiare..sbagliate ma almeno comicamente chiare.buona notte e buona fortuna, perchè è una puttanata quella dei corsi e ricorsi storici..
"Diciamo piuttosto che corsi e ricorsi ed ad un certo punto arrivai" questo pensava Sgarmush.

Tuesday, November 27, 2007

cazzo, ero convinto che il concorso fosse giovedì, invece è domani (oggi ormai, vista l'ora)!!!!!!!!!!!!!!!!!!
so proprio un disastro..vado a nanna, voglio che questa disfatta mi colga fresco come una rosa.

Monday, November 26, 2007


Quanta energia nasconde il corpo umano

Dunque, dunque..io più cose faccio e meglio sto, e diciamo che in questo periodo sto benino. il lavoro di segretario va e nel frattempo mi sto muovendo per un progetto (sempre lavorativo) di cui per scaramanzia non vi parlo. dicasi solo che sarebbe una cosa bellissima e la vicenda sembra si stia mettendo bene..c'entra la musica ma solo in parte, è una cosa che come racconto agli amici mi dicono tutti "ma lo sai che ti ci vedo proprio"..dunque c'è da stare allegri e dare una mano alla sorte sino ad ora un pò avara. in più una mia zia di secondo grado, esperta di astrologia, dice che ho un quadro astrale da paura. anzi a dirla tutta me l'aveva detto un anno fa che a novembre del 2007 ce ne sarebbero state delle belle, davvero l'aveva detto. un paio di mesi fa poi, nel bel mezzo del mio minimo storico, l'ho incontrata per caso e mi ha detto, fa dice "ma stai tranquillo che a novembre ti entra giove in trigono e tutto si aggiusta..tieni duro". io duro non ho tenuto, anzi diciamo che ho fatto l'esatto contrario. ora però le giornate, che cominciano sempre male, migliorano rapidamente e verso le 11 sono quasi accettabili, a mezzogiorno buone, dopopranzo stazionarie fino alla sera. in più stamattina mi arriva la notizia che col gruppo siamo passati su Radio Rock e da paura (la settimana scorsa su Radio Popolare di Milano..uè figa che roba). poi giovedì si suona, e pure domenica, e pure la settimana dopo e pure quella dopo ancora..poi sto lavorando ad progetto: musiche da eseguire dal vivo mentre vengono proiettati film muti..sono in fase di avvio ma ho già contatti per proporla in qualche locale.insomma si farà..e poi e poi..ah si, giovedì ho il test per il concorso al ministero..e lunedi prossimo vado all'università per visionare il mio piano di studi da matricola (vojo diventà psicologo vaffanculo!)...e poi c'è il locale, i gruppi da contattare..come diceva Mao Tse Tung "grande è il disordine nel cosmo"..certo che anche qui c'è un bel casino.

Saturday, November 24, 2007


22.11.2005

Ed arrivò col bavero del cappotto alzato, a coprire le orecchie, a nascondere il collo, a sparire il taglio sulla parte superiore della spalla sinistra. In tasca aveva tempo, nella mani piantata e cresciuta voglia, aggrappato all'ingiallirsi dei denti un documento sonoro da indirizzare ad una persona non qualunque.
All'angolo dei tasti neri, all'angolo dei tasti bianca, dietro di loro un mantice dorato che si spalancava e chiudeva a tempo di Chiquiln de Baquin di Astor, Piazzolla ovviamente. E scendeva la neve e bruciavano castagne sulla graticola che sputava puntine di fuoco, manciate nell'aria gelida d'inverno.
il fisarmonicista aveva davanti un cappello poggiato in terra, accanto a questo un foglietto con su scritto: "per te".
Ero a Roma, come spesso a largo Argentina, non a caso quella musica di soprafondo, che rendeva tutto secondario, tutto di contorno. Mi avvicinai all'uomo per sentire meglio, mi sorrise, indicò le mie dita lunghe da chitarriere; ci eravamo riconosciuti colleghi. Passò a Adios Nonino, sempre di Astor, piazzolla ovviamente, e su quelle note ricordo che me ne andai stupido, salutandolo con un gesto della testa. Successe poi che presi un autobus + una metro + più una macchina indirizzata a casa; e di te neanche una traccia, neanche un indizio che mi avrebbe permesso di riconoscerti.
Per te, dall'aspetto sconosciuto.

Monday, November 19, 2007



E quindi torno a casa verso mezzanotte e accendo la tv. mi ceno delle polpette e faccio un pò di zapping, finchè non inciampo in un programma sul 2. c'è un ring, sopra a questo una nota pornostar redenta,cui pare che Costanzo il pidduista ha proposto di interpretare Santa Maria Goretti in uno spettacolo di Carmelo Bene. La cosa già messa così si prospetta raccapricciante.Sotto al ring ci sono poi 5 o 6 giornalisti che fanno le facce cattive per far vedere al pubblico che sono "d'assalto, indipendenti", ma in realtà sono solo scemi e fanno domande alla Striscia la Notizia; trattasi di giornalismo del pappappero (tipo che l'intervistato dice una cosa e il giornalista, per partito preso, tira in ballo una cosa che non c'entra e crea una contraddizione. es. l'intervistato dice "quello che Bush ha fatto con i prigionieri di Guantanamo è una violazione del trattato di Ginevra" e il giornalista "e allora fidel Castro?e allora è giusto pagare i pentiti per farli parlare?"...ditemi un pò voi che cazzo di collegamento c'è.)Ad ogni modo sopporto il giornalismo del pappappero perchè l'alternativa sono o mentana o vespa, o mangiare in cucina in silenzio ad ormai l'una di notte. Ma è quando la pornostar intervistata dice testuali parole che il proprio non mi regge "mi ritengo prima di tutto un'artista". ora, la parola è abusata, questo si sa, ma qui si esagera. e allora spengo e mi privo di artisti, giornalisti d'assalto etc etc..e mi metto a pensare a quanto ho letto stasera sul giornale mentre ero al lavoro (se si può chiamare lavoro quello che faccio). insomma dice che secondo la dottrina zen esiste solo il cammino e non esistono punti di arrivo nella vita di un uomo. esistono solo mete parziali che bisogna prima porsi e poi cercare di raggiungere. e pare che è molto di moda negli Stati uniti, sto fatto di porsi delle mete: dice che ci sono massimo 100 mete parziali per ogni vita. il fatto che sia molto di moda negli Usa è già raccapricciante di per sè, ma non siamo pregiudizali. in fondo è divertente la cosa. dunque vediamo..mete parziali, mete parziali..che cacchio..mi vengono solo cose enormi, molto impegnative, sarà che sono nel periodo ribelle della mia vita.oh, c'è che ce l'ha a 16 anni e chi dieci anni dopo..perchè nun se pò?mete mete..100 so pure un casino..ma alla fine manco troppe, io vorrei fare tutto..no davvero, vorrei fare tutto..ogni volta che vedo qualcuno che è contento di fare una cosa mi viene da dire "pure io!!!"..è così..mannaggia, 100 mete, solo, e che ci faccio..sto zen non mi piace per niente..ho deciso, faccio così: ufficialmente ne dichiaro 100, poi le altre le faccio in nero. tanto che c'è la finanza zen?

Wednesday, November 14, 2007


Introduzione

Caduta col capo all'ingiù. Fallimento, dissesto
. Ebbene si, questa la definizione del dizionario di capitombolo, termine a me molto caro. E quindi eccoci finalmente giunti alla spiegazione della ormai tanto citata Teoria del Capitombolo. Se ne discute su diverse pubblicazioni, testi universitari, ma nessuno sa effettivamente di cosa stiamo parlando; dunque a voi, lettori di Cineserie, il privilegio di essere i primi a sapere di cosa si tratta, essendo io l'unico ed indiscusso padre della suddetta teoria.
Dunque, l'origine del termine è nota: la parola Capitombolo deriva dal greco Kapitos (testa) più il suffisso ombolikos, participio presente del verdo imbere (rotolare...ombelico, tanto per dire, sta ad indicare infatti in greco qualcosa di circolare, di rotondo). Il termine significa letteralmente testa rotolante, e da qui è bene partire. Gli antichi greci usavano il termine Kapitombolos in riferimento ad una festa popolare durante la quale, la testa di un cavallo (col tempo sostituita da una sorta di pagnotta di pane a forma di testa) veniva per l'appunto lanciata da una collina e fatta rotolare giù sino a raggiungere i campi coltivati sottostanti . La testa del cavallo tagliata era tanto un simbolo sacrificale quanto la manifestazione della crudeltà dell'uomo, e l'atto di tagliarla, secondo gli antichi, sarebbe dovuta apparire agli occhi degli dei come ammissione e condanna della propria malvagità. Per questo la testa veniva gettata giù: sia per chiedere fertilità della campagna sia per dire "Oh Dei, siamo capaci di tanta malvagità, esseri indegni del dono della vita, aiutateci voi, che conoscete invece solo la giustizia" Era probabilmente un rito di derivazione sumera, ed esistono ad oggi zone della grecia (spefificatamente nelle isole cicladi) ove questo viene ancora praticato. E' questa ambiguità di fondo del termine a restare tutt'oggi, tanto da riflettersi nella definizione del dizionario: caduta col capò all'ingiù, dissesto, fallimento. Si perchè dal secondo secolo dopo Cristo in poi, la pratica venna adottata anche dai latini, i quali la rimaneggiarono e corressero a loro piacimento (cosa alquanto consueta), cambiandone in definitiva di significato. In Plinio il Giovane si legge "tirarono su la testa con tutta la forza, per scongiurare la sconfitta..". C'è un riferimento qui al rito del Kapitombolos con dinamica diciamo inversa: la testa del cavallo posta nel centro del campo veniva tirata su con delle grandi funi, facendo ben attenzione che non si rivoltasse, che la parte del muso non toccasse la terra. La testa era infatti in questo caso ricavata da grandi blocchi di marmo, dunque molto pesante. Riuscire a portarla fino in cima senza rivoltarla era buon auspicio per la vittoria in battaglia, il contrario stava ad indicare la sconfitta imminente. (il modo di dire "camminare a testa alta" deriva proprio da questo).
Ora voi direte: ma tu come fai a sapere tutte queste cose? La risposta è : facilissimo, le ho inventate in questo momento.
Questi per ora sono solo alcuni cenni storici per inquadrare il discorso; la teoria verrà spiegata a breve, quella esiste per davvero. Nella mia testa ovviamente.


nella foto una raffigurazione del cosiddetto "cavallo di Maleventum" del 3 sec. d.c. e rinvenuta nei pressi della odierna Benevento.

Tuesday, November 13, 2007


Appunti per un finale

uhmm, quanti dubbi, quanti pensieri, a volte penso che dovrei venderli al mercato, dentro quelle cassette di legno che si usano per la frutta. tipo
"senta me da quei dubbi sur futuro là, me ne fa un paio d'etti"
"certo signora..desidera altro?"
"ma quei discorsi sul non essere andato via da qui, come so, so freschi?"
"ma quali quelli?freschissimi, robba di stamadina"
"allora fammene un paio di chili, che pure se avanzano li metto al congelatore"
e poi però si scoprirebbe che la merce più buona è quella che sta nel retro bottega, quella per cui bisogna fare i salti mortali per averla. quante cose nascoste nelle vita di tutti, quanti misteri, quante foglie a coprire la frutta, quanto ghiaccio a sommergere il pesce, latte ad affogare le mozzarelle, sale ad assetare le alici. non tutti però sembrano ammettere di avere dei segreti, dei punti bui della coscienza, delle zone d'ombra lontano dalla normale esposizione di merce, di parole, di prodotti della mente, che, neanche a dirlo, spesso mente. e allora siamo un pò tutti come in un grande mercato, a sceglierci la robba che ci piace di più, senza sapere però che c'è dietro, dentro, al di la della siepe.
inquadratura dall'alto raffigurante un mercato bagnato dalla pioggia. si intravede un ombrello rosso, sotto l'ombrello lui, il proprietario della voce fuori campo. segue primo piano molto stretto, a prendere solo occhi e bocca, anzi occhi, naso,baffi, bocca da cui esce una panna di fumo d'umidità. sorriso, con musica di sottofondo che sale di volume. il brano è: "viola d'amore" di Don Backy. nero, titoli di coda.

Wednesday, November 07, 2007


Eccomi di nuovo, eccomi di vecchio.

Sono tornato, si era rotto il pc, ma ora è come nuovo, ho cambiato l'alimentatore.
Stasera sono andato al cinema, con un'amica di vecchia data, a vedere un film dell'orrore, l'ultimo di Soldini, quello di pane e tulipani, con Albanese e la Buy. Andate a vederelo, non andate a vederlo. E' un film perfetto, asciutto, tanto reale da sembrare assurdo, così vero da risultare insensato; il problema sta tutto nella storia che racconta. La storia non ve la racconto: i film vanno visti, come le canzoni vanno ascoltate, i libri letti, i quadri osservati. Vi dico solo che parla di un uomo che perde il lavoro e fatica a trovarne un altro. In mezzo ci sono montagne di frustrazioni, disperazioni, giorni incomprensibili, vite che cambiano repentinamente d'aspetto. Michele ed elsa, i due protagonisti, sono due benestanti che dalla sera alla mattina si trovano con nulla in mano, o almeno con nulla di quello che avevano fino al giorno prima. La disfatta "sociale" apre infatti il terreno alla dignità dei sentimenti, alla forza dei legami più stretti: ma detto così è banale ed il film tutto è tranne che banale. E' un film piuttosto dell'orrore, molto intenso, un brutto cazzotto nello stomaco. Ma è anche un film sulla dignità, sulla giustizia, sull'importanza di essere delle brave persone. Michele diventa povero perchè non se la sente di cacciare via i propri operai, non ce la fa a lincenziarli, non accetta il principio che per mantenere alti i fatturati si debba passare sulla testa degli altri: per questo viene estromesso dal consiglio d'amministrazione e perde il lavoro. C'è una frase bellissima, che secondo me sintetizza bene il concetto. Michele, senza lavoro e in gravi difficoltà, tanto economiche quanto psicologiche, va dal suo ex socio, molto più arrivista di lui, della categoria di quelli che sanno stare al mondo. Va da lui e gli dice " guardati. io sono nella merda ma tu sei una merda". E c'è nel volto di Michele il disprezzo più profondo, per uno capace di scelte tanto crudeli. Quello di soldini è un film molto anti-borghese, che parla di idee, di rapporti umani, che carica tutti gli uomini di una responsabilità: la sorte dei propri concittadini, dei propri compagni di mondo. erano anni che in italia e nel mondo non si faceva un film così, tanto intransigente, tanto critico col sistema, altro che M.Moore, altro che Ken Loach, in confronto è robetta, a paragone quelli sono divertissement. e' un film politico, non è un film politico. si perchè non si parla di diritti negati, di emarginazione, di precarietà, se non a latere. al centro della storia c'è l'Uomo, nella sua dimensione più intima. ma non l'Uomo da solo, ma l'Uomo come parte di un corpo, come organo vitale di un meccanismo più complesso, l'umanità per l'appunto. Si perchè in fondo è questo che il capitalismo, ed il neo-liberismo ancora di più, corrode: la capacità di essere con. Non è un fatto di destra, di sinistra, di partiti democratici, di manifestazioni o cose del genere: al centro di tutto ci siamo noi, scimmie che si sono parecchio montate la testa. Ma quello di Soldini è anche un film di speranza, che punta sui legami personali più profondi, unico scrigno da custodire con cura. Lo so che state pensando "ti è piaciuto così tanto perchè è molto vicino alle solite cose che dici, è molto vicino alle idee che hai tu". Ebbene è cosi, mi è piaciuto tanto per questo. spero un giorno di riuscire a convincervi che almeno su questo, anzi solo su questo, io, Soldini, e moltissime altre persone, abbiamo perfettamente ragione.

p.s. qualche mese fa ho scritto un pezzo, si chiamava maltempo. ebbene parlava di questo..quanto il ritmo smetterà di essere a portata di fiato allora svegliami, ricominciamo tutto da capo.

Wednesday, October 31, 2007


Tempi dispari

Bah, che strana la vita:ad un certo punto tutto si riallinea, molto ritorna a viaggiare sui proprio binari. Il problema dei binari, di questo genere di binari, però è che sono due, e contrariamente a quelli del treno, non sono paralleli, dunque si è sempre ad una sorta di bivio. E' un pò come avere due occhi che vedono cose diverse, orecchie che non ascoltano la stessa canzone, le gambe che non percorrono gli stessi passi. Si vive separati, dando un colpo al cerchio ed uno alla botte. Il mio relatore di tesi (grandissimo prof. Flavio manieri)amava citare il concetto del "tertium non datur", la terza via, considerata poco spesso, che forse comprende un pò le altre due, ma che è anche qualcosa di più. Ora è difficile per me farvi capire di cosa sto parlando, di quali siano le scelte che mi si parano davanti: sarebbe difficile ed in più toglierebbe al discorso quell'aurea di genericità che a volte è bene non perdere. E' un aurea, dunque qualcosa di molto prezioso che è meglio non svelare. Si dica tuttavia che oggi sono sereno, anzi da un qualche giorno ormai. Ed il merito non è certo mio, quanto piuttosto di alcune persone che mi sono vicine; una in particolare , di cui però ora non vi parlo. E niente mi sta tornando una certa energia, sebbene lentamente, ed un pò di rabbia per questi mesi difficili se ne sta andando dove si merita. Sarà che il lavoro (o la concreta prospettiva di inziarne a breve uno), nobilità l'uomo, o che meglio, è l'uomo a nobilitarlo, colorandolo di tutta una serie di attributi positivi che altrimenti gli mancherebbero. E poi stasera abbiamo fatto le prove col gruppo, un grande gruppo; grandi prove, grandi compagni di viaggio, grande fortuna ho su questo versante. In più comincio anche le lezioni di musica ai bimbi e per giunta nel momento migliore: l'amore per la forma d'arte più grande che ci sia è tornato vivo come sempre, anzi ogni giorno più di prima. Io sono così: più faccio e meglio sto. Prevedo un ottimo inverno, per non parlare della primavera che come sempre saprà riscoprirmi inebriato del suo essere tiepida. E poi che vi devo dire: sto fumo che ho preso è buonissimo, o almeno così mi pare. In fondo la sostanza delle cose, non è anche la loro apparenza?

Saturday, October 27, 2007

un sabato qualunque

Non c'è nulla di meglio di una bella passeggiata in bicicletta: ah, che scorrevolezza. E quindi mi affaccio al balcone a stendere i panni e vengo assalito da una folata primaverile di arietta tiepida, proprio la temperatura ideale. Mi cucino qualcosa, litigo un pò via mail con un tipo per un lavoro, e poi esco. Anzi, carico il mio lettore musicale (non si fa pubblicità su Cineserie), gonfio le ruote ed imbraccio la mia Poderosa: una bici grigia, 18 marce, quasi marcie. Il tragitto inizia con uno struggente Lou Reed, "perfect day"; ma è troppo triste, e che diamine, co sta bella giornata. Dunque passo a Jorge Drexler "samba de olvido": bellissima, ma che cavolo pure questa lentissima. Questa funzione random mi da solo delusioni.
Affronto una salita con maschio vigore, ancora meglio affronto la discesa, col sorriso in viso ed un venticello caldo nei capelli (che non ho..nel senso che ho rasati..quelli ancora non li ho persi!). Mi incontro con le mie cugine, ed una di loro si unisce a me, in bici pure lei. E allora facciamo il lungomare fino ad arrivare davanti al locale in cui faccio il magister musicorum. Accanto a questo locale c'è un albergo, dentro l'albergo lavora da poco, come portiere, un mio amico. Entriamo e prendiamo un gran bel caffè, poi fumiamo una sigaretta, non tanto bella, non ci stava benissimo. Ad ogni modo riprendiamo la pedalata e ci incontriamo con altri amici. Ma è sulla strada del ritorno che tiro un sospiro di sollievo: si sta facendo buio e c'è un'aria fresca, che oltrepassa la maglietta che porto indosso. E questa temperatura, questa poca luce, quest'andatura lenta, moderata, mi schiariscono le idee. Da quest'estate vado spesso in bici e vorrei che la mia vita fosse raggiungibile in bicicletta. Sarà che ho trovato un lavoretto vicino casa e che ho scoperto che Ostia è quasi tutta in pianura. Che poi i piacere della vita sono questi, o almeno di sicuro anche questi. E quelli in macchina fermi al semaforo, hanno delle facce tanto abbattute, tanto passive, sembra che quasi quasi gli cadono gli occhi sul cruscotto. Sarà che non hanno st'arietta che li tiene frizzanti. L'aria condizionata più che altro è condizionante, l'umore, lo stato d'animo.

Thursday, October 25, 2007


Accorrete numerosi..accorrete con calma però, fate attenzione a non cadere, inciampare. non facciamoci male.

Sunday, October 21, 2007


Si, in effetti è molto che non scrivo, mi sono preso una pausa bella lunga. Novità ce ne sono e non ce ne sono, nel senso che sto un pò in attesa che si concretizzino alcune proposte. Di certo c'è che tra una decina di giorni inizio a lavorare come segretario in un centro sportivo dietro casa: il lavoro non è certo quello della vita, ma per ora va bene: faccio i turni e mi lascia molto tempo per dedicarmi alla musica. Si perchè mi sono detto "ma alla fine qual'è la mia vera e unica passione?"..la risposta è inutile dirvela. e quindi mi sono pure detto "cerchiamo di puntarci un pò di più". E puntarci significa anche accettare la proposta di un mio amico di fare educazione musicale in una scuola. Sarebbero corsi da tenersi il pomeriggio e rivolti a bambini dai 3 anni fino ai 16. L'idea mi piace moltissimo, speriamo si concretizzi (come pare) a breve. Per il resto che dire: esco, faccio festa e mi sto lentamente riprendendo da questo anno proprio brutto brutto. Mai stato peggio, mai provato tanto dolore. E il bello è che se ne sono accorti in pochi, pochissimi: questo per dire come l'uomo sia una razza distratta, che ama far finta di non vedere, non sapere. ( e certo che a me non va di mostrare) Passerà" è l'imperativo che si dice vada ripetuto in certi casi. Grazie al cazzo che passerà, il problema è "come passerà, quanto ci vorrà"..ma tutti hanno da fare, tutti abbiamo da fare, una cosa più stupida dell'altra. ma non sono triste, stasera, solo senza peli sulla lingua. anch'io il dolore degli altri faccio fatica ad affrontarlo, anche a me non va di vederlo", solo che di tutto questo egoismo un pò provo vergogna. ho conosciuto un sacco di idioti in vita mia, una montagna di gente avara, forse perchè io ero il primo della lista. questo post non ha un finale. luca

Sunday, October 14, 2007

ma ci siete ancora? siete tutti spariti?

Tuesday, October 09, 2007

Ta ta tatà - ta ta tatà

E matrimonio fu, con grande partecipazione di grandi e piccini. La chiesa era gremita, piccola e accongegnata per l'occasione. Il prete era persino simpatico, ha fatto proprio una bella cerimonia, allegra, giocosa, davvero appassionante. E pensare che io non credo, o meglio credo che Dio non esista. Ma mi sono commosso lo stesso, ma ho partecipato lo stesso all'evento con sentimento di serenità. Si perchè, cosa c'è di più bello di due persone che si amano e si dichiarano pronti a starsi vicini per tutta la vita. Ecco io questa linearità di pensiero la invidio, mi lascia senza parole. Vederli ì, gli sposi, uno di fronte all'altro apparecchiare la tavola del Signore, con gioia: lasciatemi commuovere in pace. E il prete ha detto anche qualcosa di bellissimo sull'amore, che credo valga anche come regola di vita generale. Amare è lasciare all'altro la possibilità di cambiare, di migliorarsi, giorno dopo giorno. Poi c'è stato il pranzo e si sono aperte e chiuse le danze, con tanto di scene felliniane d'accompagno. Ma non mi veniva tanto (come al mio solito) di guardare con ironia quell'umanità manifestarsi in modo tanto popolare. Per qualche ora ho come sospeso il giudizio, mi sembravano tutti belli e simpatici. Complice un pò di vino, siamo riusciti a stare tutti insieme, sono riuscito a partecipare. Si perchè la sostanza di tutto credo sia anche quella: partecipare. C'è infatti una differenza enorme tra l'essere e l'essere con. Questo ricorderò di questa bella giornata: un sentimento di vicinanza agli invitati. le feste sono feste, lo so, e la vita è un'altra cosa, molto più sfaccettata e meno euforica. tuttavia un amico si è sposato e sono davvero felice per lui (nonostante la cosa mi risulti inedita). Andando via dal ristorante mi è venuto qualche pensiero triste, che ora però non dico, perchè non è il caso.
La sera poi sono andato ad una cena a casa di una mia amica: mi sembrava di essere in un altro pianeta, il mio. Si perchè penso che il mondo si divida in 3 categorie: chi ha trovato la propria strada, chi la cerca ancora, chi la trovata e la percorre all'indietro. Indovinate un pò in quale sono io.

Saturday, October 06, 2007

eh si lo so, è un pò che non scrivo..in ogni caso, non vi preoccupate, sto bene, tutto a posto..o almeno, per modo di dire.

Sunday, September 30, 2007


Cose da pazzi

mi chiama coso e dice "ma che fai, vieni stasera?"..e gli dico "vengo dove?".."ma come dove, non l'hai saputo?".."eh no, che?".."coso s'è cosato na gamba, dice se andiamo da lui".."cosato in che senso?"..."sta a casa, dice che nn si muove"...porca miseria penso, poveraccio coso.."e vengo si " gli dico "voi a che ora andate?"..."io vado per le 9..".."ok allora ci vediamo li"..poi mi fermo a riflettere meglio e mi dico "ma coso chi?mica ho capito di chi mi parlava"..e allora mi decido ha richiamare il tipo che mi aveve chiamato poco prima...mi fermo però a riflettere meglio "ma mo chi era quel coso che m'ha chiamato parlandomi di coso?"...un problema mica da niente..mi dico "prendo la rubrica, scorro i nomi e prima o poi mi verra in mente"..lettera A, amedeo, andrea, antonio, antonella, alessandra, alessia,...no no..B, barbara, beatrice, bionda,..no...C, coso, coso , cosa, coso di cosa, coso di coso, coso..mm, boh...andiamo avanti, d, davide, donatella, dario, dalila, debora..no no..e..f...g....h...o...p...k!,proviamo..vediamo un pò..eh si cristo, è lui, l'ho trovato, prima al telefono era Koso, con la kappa..e allora lo richiamo, ma mi da occupato..porca puttana, e ora che faccio..come rintraccio coso con la gamba cosata, se Koso non risponde...facciamo una cosa, gli mando un sms..ah Koso, quando hai finito di cosare co sto telefono squilla che devo parlarti..ma non mi richiamò mai, forse perchè anche lui non sapeva quale Coso fossi..Morale: prima o poi tutti diventiamo Coso.

Friday, September 28, 2007


Oggi ho visto "quinto potere"..la storia è nota: un giornalista sulla sessantina diventa in poco tempo una sorta di telepredicatore che riesce a tenere incollati al video milioni di persone. E fa invettive, e racconta storia, e si erge a tribuno del popolo, scagliandosi contro i mali dei tempi. Ma in questa storia c'è un'altra storia, quella di un personaggio di cui ora nn ricordo il nome. Lui rappresenta diciamo il bene, i valori, l'umanità sana che guarda con disincanto a tutto il fenomeno del telepredicatore. E' un uomo sulla cinquantina, ex-direttore della tv in cui lavora il telepredicatore. Ad un certo punto il cinquantenne inizia una storia con un'altra più giovane di lui, anche lei un pezzo grosso della tv. Lei è la classica donna in carriera, ossessionata dal lavoro, dall'utilitarismo, lei è il male, diciamo cosi, banalizzando di molto. Ma la cosa che mi è piaciuta del film, in generale banalotto, è una frase che il cinquantenne pronuncia, quando il rapporto con la giovane donna sta per terminare.
"ti chiedo di amarmi, compresi i miei dubbi primoridiali"..e mi è piaciuta questa cosa dei dubbi primordiali, del concetto di uomo, di cosa sia, di quanto ci si debba aspettare da lui. dubbi primordiali, proprio bello, è un interrogativo radicale, di base, è il nodo che se non lo sciogli rischia di strozzarti. Qualìè il nostro scopo sulla terra, cosa cazzo ci stiamo a fare? e cos'è importante nella vita di un uomo? su cosa ci si basa per dare un giudizio su di lui? si lo so, sono solo domande, e per giunta senza risposta. sono appunto dubbi, primordiali..e io non è che mi faccio questo genere di domande, davvero difficilmente arrivo a spunti tanto esistenziali..sono molto più parziale..non mi riesce di ragionare in termini di umanità, di popolo, di gente, di missione..insomma è ufficiale, sono profondamente non credente..ma non solo rispetto a Dio, diciamo rispetto a tutto quello che non sia il "qui ed ora"..o almeno credo.


p.s. E ringraziate che ci sono io, che sono una moltitudine (a. pazienza)

Tuesday, September 25, 2007


In un quartiere di Roma sud - 25 settembre - ore 14 circa

-Patente e libretto prego..
-si. allora questà è la patente..
-bene. i libretto.
-un attimo che non lo trovo, sa, è la macchina di mio padre..
-qui il cedolino dell'assicurazione è scaduto.
-ah si?
-eh si.
-mmm, non saprei la macchina non è mia.
-mmm..comunque, sto libretto lo ha trovato?
- non ancora..senta faccio una cosa: chiamo mio padre, è al lavoro, così mi faccio dire dove lo ha messo.
- e faccia faccia..
tu..tu..tu..tu..telefono occupato

-senta è occupato, se vuole passo oggi pomeriggio al commissariato.
- al commissariato c'è la polizia, noi siamo carabienieri..
-ah si, scusi, è che non so come si dice..
-si dice "al comando"..
-ho capito. riprovo un attimo a telefonare..
tu..tu..tu..tu

- è occupato..
-mmm..ma suo padre che lavoro fa?
-lavora al Vaticano.
-ah, ho capito. vada, vada, non c'è problema.
-allora vado?
-vada, vada.

p.s. stasera suono, da solo, a "lettere caffè, via s.francesco a Ripa - Trastevere -Roma - ore 22 etc

Friday, September 21, 2007

Thursday, September 20, 2007

Posta-ccio

Ho il numero P122, sportello pacchi e spedizione lettere. Il display segnala uno snervante 98, dunque mi siedo ad aspettare, sulle sedie dell'ufficio postale di Casal Palocco. E' una zona strana Palocco, un quartiere che nonostante la vicinanza da casa mia non sono mai riuscito ad afferrare bene. Molti prati con bici, con gente che fa footing, parlando al telefono, vestiti da telefilm americano. E queste macchine potenti parcheggiate davanti le più o meno belle ville immerse nel verde. E io a palocco ci ho fatto le scuole medie; dal liceo in poi invece la mia vita si è spostata ad Ostia, quartiere che sento più vicino, nonostante la distanza da casa mia. In genere vado a Palocco per 3 ragioni: comprare le sigarette, fare piccola spesa, sbrigare qualche pratica all'ufficio postale. Ed è il caso di stamane, con il n.122 in mano. Dunque mi siedo ed osservò quest'umanità fatta di donne bionde gironzolarmi intorno: ci sono anche uomini e donne more, caratterizzati dall'abbigliamento che è sempre molto casual, con pantaloni finti usati e magliette sportive, per lo più con numeri scritti sopra (tipo squadre di football americane). Saremo stati al n.107 quando un signore anziano in abiti sdruciti si è seduto accanto a me (jeans davvero usati ed una felpetta acetata della diadora..verde marino). Ad un certo punto ci passa davanti, a me ed al signore, una ragazza, in carne, che per guadagnare anche lei un posto a sedere passa molto vicino, di spalle, al volto del signore. Lo sento che ridacchia, poi con fare complice avvicina la sua bocca al mio orecchio sinistro.
"aò" mi fa " m'ha messo il culo in faccia quella"
Io penso "eccola la, ho trovato il modo per farmi 2 risate".
Il vecchietto continua "io c'ho ottant'anni ma certe cose ancora un effetto me lo fanno".. e ride, di gusto, senza prendere sul serio quello che dice. E' una persona distinta, non un pervertito come si potrebbe erronamente pensare.
"erano più vestite le signorine dei bussolotti de na volta che queste normali de adesso..io pure c'ho 2 nipoti, una de 13 e una de 14, fanno a gara a chi je se vedono de più le mutante " e ride, ahahaha..e io con lui. poi gli faccio " che sono i bussolotti?"
"i casini, le case chiuse..quanno eravamo regazzini ce s'annava, na vorta ne facevamo de cazzate.."ride, sottovoce, per non farsi sentire.
"e dove stavano sti bussolotti?" gli chiedo. Il vecchietto galvanizzato dalla mia curiosità inizia a raccontare.."e stavano un pò dovunque, al centro..a via del corso ce n'erano 3 o 4..e pagavi o 500 o mille lire..le donne da mille lire erano qualcosa..però che ti devo dire, prima era più controllato: stavano li e le matrone gli facevano fare le visite ogni 15 giorni..le facevano dai preti, a S.Callisto, a Trastevere..poi negli anni 60 cominicarono a dire che era immorale, perchè lo stato guadagnava con le tasse, su sto tipo di attività. E quindi chiusero le case chiuse"e ride, per il gioco di parola appena pronunciato. Saremo stati al n.116 quando il signore anziano si è alzato, perchè era il suo turno. Allo sportello però l'aveva preceduto una ragazza, roscia, molto avvenente, in abiti molto succinti. La ragazza sosteneva di essere prima del signore e gli parlava senza guardarlo in faccia. Effettivamente aveva ragione, il vecchietto aveva anticipato il suo turno, sono sicuro per sbadataggine (in fondo aveva 80 anni!). La roscia guadagna lo sportello ed inizia a pagare (con la carta di credito, ovviamente) una bollette. Il vecchio si gira verso di me, incrocia il mio sguardo, ed indicando la ragazza fa un segno con la mano come per dire "ecco una che stava bene nei bussolotti..che significa casini, case chiuse". Mi sono fatto una risata, molto evidente, perchè la ragazza, era davvero maleducata e scortese e con un'atteggiamento da stronza che solo in certi quartieri si può trovare.

p.s. lo so, non sono tutti cosi..lo so, non bisogna generalizzare..

Monday, September 17, 2007

Attenzione: il contenuto del post potrebbe infastidire una fascia molto trasversale di lettori..che dice "ma pure sgamas se mette a fa il mucciniano?)
mi piacque quella canna, quella che mi feci il giorno prima della laurea..o bellissima quella nei giardini dell'università dopo l'ultimo esame..mi piacque quella a Bilbao, seduti in terra a gambe conserte..mi piacque la canna che mi feci prima di suonare al locale,.. sarà stato marzo..e poi suonai alla grande, o almeno cosi mi pareva lì per lì.. e con affetto ricordo quella della notte bianca, prima del concerto di Capossela..Ho sai quale pure, quella a Parigi mentre con un amico spagnolo montavamo delle cose girate ad una manifestazione..bella pure quella vedendo "la vita è un miracolo". ultimamente, con A..o quella, la prima di una mia amica..e ora che ci penso ne ricordo tutta una serie positiva a casa di un amico, un periodo che ci era preso a vederci i film in piccoli gruppi..e quella accesa uscendo di casa di Madeleine, dopo averle lasciato nella buca delle lettere una cosa...o aspè, quella il giorno della morte del Papa, davanti al red lion..quella al parchetto con N., parlando di malattie (per ridere eh..)..e invece sai quale mi stavo dimenticando?....quella ad Amsterdam, con un postumo di 2 ore, sdraiato alla fermata dell'autobus..quella co l'amico mio matematico e l'altro, il fissato per la bolivia..stavamo a drangoncello..madonna le risate..oddio la prima qual'è stata?no, non ricordo..ma non che queste siano state le migliori..non che abbia importanza, non che io sia un fissato per le canne..anzi, tutt'altro forse..giusto un post, perchè poi se non ne parli pare che non ne vuoi parlare perchè siccome tutti ne parlano allora tu per snobbismo non lo fai..e se ne parli allora significa che vuoi fare il giovane al passo coi tempi che parla di tutto, disinibito, con leggerezza, alla grande..tac...insomma, non si riesce mai a parlarne serenamente, bisogna sempre portare all'estremo!Io ho scritto sta cosa, punto e basta.

Maledetti vi amai

Mi incontro con Higuerra, Bak e Casarussia: tre internauti, tre persone col pelo sullo stomaco. E si parla del più e del meno, nel senso metaforico del termine (nessuno durante la discussione si è infatti sognato di entrare nel merito della liceità dei segni convenzionali che dominano le operazioni matematiche..non avremmo saputo di che parlare)..e qualcuno ha detto ma, qualcun altro bah, poi bi, bo..insomma c'era perplessità nell'aria. Eravamo giusto davanti ad uno stabilimento balneare, ognuno in una veste diversa: chi in costume, chi in bici, chi in dolce attesa (nel senso di attesa piacevole..), chi in odore di spesa (spesa nel senso di pesce,..qualcuno odorava di pesce, certo per la vicinanza del mare, non per altro.). Quando a un certo punto:
"hai saputo di K?"
"no, che è successo?"
"ha eliminato il blog.."
"e perchè?"
"boh, non s'è capito"
"e che cazzo, ma davvero?"
"si si, eliminato".
Dunque K aveva un blog dal titolo Maledetti vi amerò, ora non lo ha più e a noi ci è dispiaciuto parecchio. saluti Sgamas

Friday, September 14, 2007

- Hai saputo di Sgamas?
- Cosa?
- E' stato ammesso all'Università
- Ammesso? ma non s'è laureato l'anno scorso?
- Già, si è riscritto.
-ah si?e a cosa?
- Strizzacervelleria
- Che testa di cazzo.

Thursday, September 13, 2007

..questo secolo ormai alla fine, carico di parassiti senza dignità, mi spinge solo ad essere migliore con più volontà..(F.Battiato)
non è una frase meravigliosa, e vera, e incredibilmente lucida e matura, e umana?

Wednesday, September 12, 2007


Parlando con una mia amica, stasera sostenevo che c'è qualcosa che mi affascina della maleducazione (nel suo risvolto comico), anche se ancora devo capire precisamente cosa. Le frasi volgari, magari gridate, le parolacce, le pernacchie, i gestacci, le pose scomposte, insomma tutto questo genere di faccende. E i discorsi fuori luogo, i movimenti sbagliati, i "dice coso, che cosa ha cosato le cose di coso,"..che vi devo dire, mi attirano, mi sturano le orecchie. Forse è snobbismo al contrario.. boh, non saprei, o forse il fascino che normalmente hanno le cose distanti dal proprio modo di essere. Magari è tutto questo insieme, ma magari no. O forse è semplicemente che certi toni di voce, alcune costruzioni linguistiche, alcuni atteggiamenti, diciamolo, tipici di una certa romanità, mi fanni ridere: ed io alla risata sacrifico quasi tutto, anzi forse tutto. Si perchè, come si diceva con Higuerra l'altro giorno in bici: il cinismo, la maleducazione che fa ridere, risponde ad un sistema di valori diverso dal solito utilizzato. Un'espressione sboccata, (che spesso ha come fine proprio la risata, o comunque l'uscita dal normale flusso), deve rispettare un solo criterio: quello di far ridere, o sorridere. Giudicare moralmente una battuta è, credo, un errore. Secondo me il criterio è : se fa ridere è giusta, se no è sbagliata. Ora voi direte: la comicità non è universale. Vero, giusto, e infatti mica mi interessa trovare leggi valide sempre e comunque. Mica sto qui a fare della filosofia: è un'idea, molto parziale, punto e basta. si è poi è vero, ho fatto un pò di confusione tra comicità e volgarità..tra volgartà e maleducazione..insomma un pastrocchio...fate conto che non ho scritto niente..porca miseria però, l'idea di fondo c'era!

Sunday, September 09, 2007


In a Zappa's Mood

Stasera tornando in macchina mi sono convinto della necessità di dare vita, nel più breve tempo possibile, ad un progetto a cui penso da ormai qualche anno. Si tratta di una orchestra, piccola, non la filarmonica e comunque con strumenti, diciamo cosi, contemporanei. Dunque basso, batteria, chitarra, percussioni, tastiere, fiati etc..insomma un organico di una decina di elementi, i quali suonano però come un'orchestra, non come un gruppo. E la differenza sta che, secondo me e secondo molti musicisti più illustri, in un'orchestra gli strumenti non fanno da accompagnamento al cantante o al solista di turno: ogni strumento deve avere un proprio spazio, in un congegno quanto più corale possibile. Il progetto che voglio portare avanti però, non si ferma qui, non ci sarebbe nulla di eccezionale; no il progetto va ben oltre. Il repertorio dell'orchestra deve essere basato sulla "stronzata", sull'idiozia più totale, un'idiozia, neanche a dirlo però ragionata( portando avanti il discorso del grande Zappa..o meglio di un certo Zappa). Si tratta di dare sfogo,ordine e dignità musicale a tutte le stronzate che sono uscite nel giro di questa mia breve vita da mezzo musicaro. Si perchè dovete sapere che nel tempo, con gli amici musicari, sono usciti fuori un sacco di "ma sai che ridere se facessimo sta cosa..ma sai sto pezzo rifatto così..ma sai che figo rifatto colà". E allora immagino brani tipo "tango pe cantà" (tanto pe canta in spagnolo, con arrangiamento tango); oppure "sultans of swing" in russo, con arrangiamento alla Kusturica; o ancora "Halina", versione di "marina, marina" in arabo. insomma fare tutto questo genere di cose. Certo parlandone, non si capisce molto, ma vi assicuro che ho in mente cose da morire dal ridere. Le idee in testa ce l'ho chiare, ed anche parecchi arrangiamenti. Diversi musicari già sono disponibili e presi dal progetto, gli altri li troveremo e non vedranno l'ora di entrare nel progetto: ci sarà la fila!. Ho anche il nome (un orkestra senza nome ha vita breve). Si chiamerà "helamad orkestra" (leggetelo tuttoattaccato). Che faccio, inizio?

Friday, September 07, 2007

mi faccio una sorpresa!

"Da Luca Sgamas in poi, tutti qui per favore". Il largo corridoio era gremito di gente, eravamo al secondo piano e davanti a noi una grande vetrata mostrava il cielo fuori caricarsi d'inchiostro.
"per favore..da Luca Sgamas in poi, si entra qui". Mai successa una cosa del genere, mai successo di fungere da spartiacque; sensazione strana amici cari, come di celebrità. E allora mi presento all'omino che mi ha gridato ai quattro venti e:
"tu chi sei?"
"Sgamas"
"ah, proprio in persona.."
"eh si"
"allora entra. firma li, dai il documento a lei e ritira la busta col compito".
Sono il primo a sedermi nell'aula in stile fascista, enorme, con una navata centrale e le due laterali leggermente curve verso il centro. Porterà almeno 300 persone, che in minuti significa un'ora scarsa di attesa . Ed infatti arrivano tutti alla spicciolata, lentamente, date le macchinose procedure d'ingresso. Io sto li, che mi giro e rigiro la busta col compito; ogni tanto mi accarezzo la barba e considero che, ad occhio e croce, sono tra i più anziani presenti in aula. La responsabile della baracca fa il suo discorso di benvenuto ed è anche meno noiosa del solito; poi spiega le modalità di svolgimento del compito e, tra il fremere della folla, ci da il via. E subito un crepitare di buste che si scartano, risatine di eccitazione, qualche guancia che diventa rossa, qualche penna che cade in terra per la foga di far tutto subito. Io mi gusto tutto questo spettacolo, poi apro la mia busta. Leggo l'intestazione del primo foglio, poi il titolo della presentazione, poi il saluto del preside. Mi sono riscritto all'università, a Psicologia, come avrei sempre voluto fare. nonostante sia già laureato serve il test di ammissione: devono capire se posso riuscire negli studi universitari. Sono tornato una matricola e mi viene proprio da ridere: la cosa mi eccita, mi diverte da morire. Tra una decina di giorni escono le graduatorie...o dio, che paura, speriamo bene..ahahahahah
p.s. ho trovato anche un..come si chiama..quella cosa che due palle..mavoro..navaro..lovaro..loravo...ah no, lavoro, ecco si, lavoro. beh, diciamo lavoretto..per ora.

Wednesday, September 05, 2007

Di passaggio

Mi invitano alla festa di questo amico, una festa a sorpresa, un pò per tutti. Si perchè prima doveva essere in un posto, poi sulla spiaggia, poi in un altro posto ancora. Insomma, fino all'ultimo non si sapeva dove saremmo andati a parare. E finiamo in un locale chiamato "La fraschetta", sostanzialmente un sitio in cui si mangiano panini, quelli che ci si va alle 3 di notte in preda alla cosiddetta fame chimica. Andiamo lì perchè ci si passava sempre dopo il lavoro, quando il mio lavoro era fare il cameriere in un pub. Ed infatti la festa in questione è di un ex- collega, dove a ricoprire il ruolo di ex sono io, visto che lui lavora ancora al pub mentre io no, non lavoro, per pochi giorni ancora. Dunque ci incontriamo li e visto che è una festa a sorpresa, organizziamo il locale, che, nonostante non sia che un negozio è sistemato bene: divani, tavolinetti, insomma tipo osteria, una simpatica osteria. La ragazza del festeggiato ha comprato 10 volte gli alcolici necessari, tant'è che scaricando la macchina mi sento uno della protezione civile, di quelli che portano gli aiuti agli sfollati. Davvero c'era da bere per 200 persone, e noi non eravano che una trentina. Insomma dicevo, scarichiamo e sistemiamo le cose: il rhum, il gin, campari, coca, tonica, cinzano (!), succhi di pera, thè, e qualcuno giura di aver visto anche qualche bottiglia di amaro montenegro. Poi la torta ed infine le candeline. Arriva la mezzanotte e con lei il festeggiato, vestito del suo sorriso di sorpresa più credibile. auguri di qua ed auguri di la..ti sei invecchiato..quasi un quarto di secolo...e bella per te..e i capelli bianchi..insomma le solite cose. Finiti i convenevoli però accade che mi rendo conto di conoscere poche delle trenta persone intervenute all'evento, e per di più quelle che conosco non è che siano tra coloro i quali sono uso ad intrattenere conversazioni. Ed allora mi accollo a 2 ragazze, mezze amiche, che si sono imbucate e che conoscono a malapena il festeggiato. Sto con loro perchè sono abbastanza simpatiche ed anche perchè una delle due mi ha sempre intrigato un pò: è del tipo "stronza che da poca confidenza", le mie preferite. Parliamo un pò ma poi mi annoio, e cambio giro:la stronza non lo è poi così tanto e l'amica ride ad ogni mia mezza battuta. Così non c'è gusto, non vedo il mordente. Vado quindi da un altro paio di amici e si parla di oranonricordocosa..anche li, la situazione non decolla. Risate stanche, ritmi dilatati, molti ammiccamenti riempitivi. Allora esco fuori, a fumare una sigaretta, a prendere una boccata. Accendo sto veleno e d'un tratto mi vedo dall'esterno, come ripreso dalla camera a circuito interno di una banca: sembro il ragazzo che porta le pizze a domicilio e che sta lì ad un angolo ad aspettare che qualcuno gli paghi il conto. Lo stesso senso di precarietà, di attesa. Non disagio, non malessere, piuttosto quella fase in cui ci si chiede "si, vabè, e adesso?"..e siccome mi sono promesso, come modus vivendi, di fare solo le cose che mi va di fare, saluto tutti con un gran sorriso e me ne vado, dicendo che domani devo alzarmi presto. A differenza di quanto accade di solito poi, nessuno ha nulla da eccepire, perchè sotto sotto, ne sono certo, per una volta, ho anticipato tutti. Statemi bene, divertitevi, brindate anche per me..Non che sia stata una pessima festa; diciamo che mi è sfuggita, ecco tutto. Vabè dai, pazienza.

Tuesday, September 04, 2007

letto e riletto

e poi ho capito una cosa: le decisioni prese di notte, nel letto, non valgono, col sonno si dimentica l'impulso che le animava. quelle vere vanno prese al mattino, che, come è noto, ha l'oro in bocca. quelle sono le più preziose.

Sunday, September 02, 2007


Someday my princess will come

Someday my princess will come..someday i'll find my love..and how thrilling that moment will be when the princess of my dreams will comes to me..She'll whisper "i love you", and still a kiss or two.Though she's far away, i'll find my love one day.Someday when my dreams come true..
Someday i'll find my love, someone to call my own..and i'll know her the moment we meet..for my heart will start skiping a bit..someday we'll say and do things we have been loging to.Though she's far away. I'll find my love someday, someday when my dreams come true..

p.s.il brano si chiama "..someday my prince will come.."mi sono permesso di renderlo al femminile..in italiano è stata tradotta con "i sogni son desideri"..è quella l'aria..c'è una versione di miles davis e coltrane..ascoltatela..commovente.

Saturday, September 01, 2007


Miscelature

Un groviglio, ecco quello che c'è dentro, poco altro credo. Ad esempio un gomitolo di tanti pensieri e sensazioni e tu chiamale se vuoi emozioni. ed i grovigli sono fatti per essere sbrogliati, per snocciolare il percorso che parte di sicuro ma che non si sa dove va a finire e se finisce o continua ad infinitum. Quindi il difficile sta nell'individuare il cosiddetto bandolo della matassa, il punto dal quale il confuso ha origine, la fiamma che genere il caos, che genera un certo mal di schiena. Ebbene si mi ripeto, e la ragione sta tutta in questo discorso senza capo ne coda:e se la dinamica della vita fosse quella del ciambellone? E se una volta messi, gli ingredienti non si possono più separare, e diventa tutta una grande pasta, più o meno saporita. E allora è saggio chi riconosce il sapore di questo preparato e capisce cosa manca, se zucchero, se sale o se scende. Ebbene credo che una volta entrate nell'insalatiera della testa, certe idee difficilmente ne escono fuori. Ed allora migliorarsi è correggere il gusto, compensare, non certo escludere, togliere via. perchè non si può, perchè è tutto mescolato.

Monday, August 27, 2007

Il peso della libertà

Ho visto un film su Mandela, anche se ora non ricordo il titolo..eh si, dovrei saperlo visto che sono appena tornato dal cinema, anzi dall'arena. Ma non mi viene, anzi mi sa che non l'ho mai immagazzinato. Come il prezzo del biglietto di stasera, o quello che mi diceva una mia amica incontrata per caso, o il racconto delle vacanza di un altro amico incontrato anche lui per caso. Proprio non ricordo nulla. ma non che stia perdendo i colpi, è più che mi sono concentrato su altri elementi, sui quali, ebbene si, mi sento preparatissimo. Si perchè la prima forma di rivoluzione, di disobbedienza, è quella dell'attenzione. La prima battaglia la si combatte nel momento in cui ci si dice "questo è importante per me" mentre "questo è irrilevante". Irrilevante si, proprio come diceva spesso Mandela. Certo bisogna imparare ad affrontare gli altri che ti chiedono "ma mi stai ascoltando?" o "come si chiamava il film" etc etc..e allora le strade sono due: o fingere, oppure confessare che non si era attenti al discorso, che sul "fondamentale" si è impreparati, e ammettere la propria incompetenza. Io a fingere non sono proprio capace, si capisce subito che sto mentendo e che per giunta con poca voglia e convinzione. E invece pare che si debba imparare a farlo, che le bugie vanno di moda, anzi direi che vanno più di moda della verità. Voi direte: E che cos'è la verità? Ebbene ritengo che, con buoni margini di approssimazione si possa definire verità, il rilevante per se stessi, ovvero quanto si omette sistematicamente nei discorsi. Si perchè nessuno si svela, tutti stiamo li a parlare con il libretto delle istruzioni alla mano. Perchè è più comodo, perchè altrimenti ci sentiremmo persone libere. E la libertà, si sa, fa paura, perchè senza regole diventiamo davvero responsabili di quello che facciamo. E voi ve la sentite di reggere il peso di questa responsabilità?

Thursday, August 23, 2007

il post è stato eliminato dall'autore per una lieve divergenza dalla proprie opinioni.

Tuesday, August 21, 2007

Sarà-nciata amara

Pensate che nulla di sensazionale avviene in questi giorni. Capisco che sia difficile crederci, ma proprio poco di degno di nota accade in questo periodo. Sarà che è agosto, sarà che sono tutti partiti, sarà che come al solito sono in attesa di chissà cosa. Ed invece quest'anno l'ho passato vivendo giorno per giorno, ora per ora, con la mente che non andava oltre il domani. Un blocco comprensibile data la situazione di parecchio particolare. Ed è molto meglio amici miei, non pensare al domani, perchè è troppo vicino ed è normale che si resti delusi, che non succeda nulla di quanto si era sperato. Propongo di pensare al dopodomani dunque, o nel caso, al dopodomani ancora: individuo maggiori possibilità di piacevoli sorprese. Anche se per quanto..
Domani è il mio compleanno.fatemi gli auguri, facendo finta che io non ve l'ho ricordato.

Thursday, August 16, 2007

Just a perfect day

Freddy guidava ed era stanco, gli occhi si chiudevano ad intermittenza, era tempo di fermarsi. Gli altri in macchina dormivano e la compagnia era poca, silenziosa, se si fa eccezione per "eri piccola" trasmessa in ondulazione di frequenza dalla radio autostradale. Il cielo era un latte macchiato, ai lati della carreggiata la Liguria, arrampicata sulle sue terrazze da coltivazione. E quando ti scappa non c'è mai, e quando sei stanco è sempre distante: l'autogrill era a 3 kilometri, che significa 2 minuti, che vuol dire , adesso, ora, siamo arrivati, ci fermiamo. Freddy non odorava di buono, non si sarebbe presentato in quelle condizioni ad una cena con gente importante: Freddy non aveva il viso pulito, gli occhi sciacquati, le orecchie piene di sapone. No, piuttosto un marinaio, un corsaro, nero per giunta, per il sole preso, e la pelle screpolata. Tutti sanno quanto possano girare alle 6 di mattina, con l'alba alle spalle ed una giornata che non promette nulla di buono: si tornava a casa, mannaggia la miseria, di nuovo a casa. E ti prudono le mani, ti pizzicano le spalle che non ci va proprio di volver a la meson, ma che devi fare, è cosi, ora è cosi. Ed allora Freddy immaginava di nuovo il giorno della partenza per il viaggio lungo, quello rimandato un anno fa a causa del padre eterno che, di sicuro non esiste, ma che nel caso contrario meglio non si faccia vedere in giro.
E ti dicono "ma no dai, ma non dire cosi"
E invece " si dai, dico cosi".
Ma non era il caso di starsene a guardare, non bisognava stare fermi, lasciarsi andare. Certo la tentazione era forte. Fasi di Sballottolamenti, ecco, diciamo cosi.
Amici cari: la vita è na faticata. Baci

Saturday, August 04, 2007

Via (di Memo Sgamotti)

Me n'andavo da questa Roma degli aperitivi, dei gelati, dei caffè presi al pomeriggio per restare svegli. Da questa Roma del caldo, delle cravatte, delle camice sudate, dei colloqui senza parole. Me n'andavo da questa Roma dei raccomandati, dei cardinali, dei miseri abusatori del potere. Da questa Roma dei congedi militari, dei tacchi a spillo, dei discorsi che tanto non ci capiamo. Andavo via da questa Roma dei centri sociali, delle periferie, dei concerti senza pubblico, del pubblico che diventa gente, della gente che si scorda di essere uomini, donne, froci etc.. Me n'andavo da questa Roma delle promesse, delle mantenute, dai questa Roma che siamo tutti turisti a Roma. Andavo via da questa Roma dell'energia quantica, della coca nell'aria, della pigrizia, delle macchine ingolfate, da questa Roma che nun ce se capisce un cazzo. Andavo via da questa Roma dei giornalari, dei marocchini, da questa Roma di "che c'hai na sigaretta?ah, fumi er tabacco..ma nun te rompi a giratte ogni volta na sigaretta?".Andavo via da questa Roma col sole, senza sale, sott'olio, andavo via da sto dipinto che d'estate se squaja, e diventa na macchia inacaciarata. Andavo via da questa Roma dei senza tetto, dei senza parole, dei senza più neanche la voglio di andare altrove. Andavo via da questa Roma di merda. Arrivederci Zia Roma.

Wednesday, August 01, 2007

L'allievo e il maestro

"Devi capire che nella vita non ci si possono fare solo le canne dalla mattina alla sera."
"ah no?"
"eh no, bisogna anche bere parecchio"


Er Medau al piccolo Mauro

Monday, July 30, 2007


Caro Frank ti scrivo in forma pubblica, perchè pubblicamente mi hai cercato e perchè cosi ho modo di raccontare un pò a tutti il periodo che sto vivendo. Certo non sereno, certo complesso, ma certo proprio per questo interessante. Qui, dalle mie parti, fa spesso caldo e spesso freddo, la mediosità del tempo sembra non appartenere a questa sfera di mondo. E non che sia lontano eh, più che altro però mi ci sento; lontano e di parecchio. Madeleine l'ho rivista qualche giorno fa ed ho capito che non è il caso che lo faccia in futuro; il passato è passato, sotto i ponti come l'acqua orfana dei rubinetti. Succede poi che sia alla ricerca di una prima occupazione e che siano in molti a negarmela; mi viene da dire peggio per loro. Qualcosa mi inventerò e inizio a pensare che sarà qualcosa a cui non avevo mai fatto caso. Si perchè , questo succede in questi giorni, mi sto rendendo conto di tutto un contorno di cose che prima non consideravo nemmeno (sembra che accade così quando si perde un pò il famoso senso dell'orientamento). Inizio finalmente a detestare la buona educazione ed a ragionare in termini di minoranza. Così mi disse una volta un amico mezzo anarchico "cerca di uscire da logiche maggioritarie". Ed allora lo sto facendo e capisco che non è tutto oro quel che luccica e che le favole sono anche noiose da raccontare. Caro Frank ho voglia di fare le pernacchie al mondo e spero di trovare la forza di farlo. Spararei rutti a tavola, me ne starmei scomposto sulla sedia (con la testa ed il cuore altrove quindi). Bisognerebbe emanciparsi dalle proprie consuetudini, dai soliti rugginosi meccanismi mentali, questa è la verità amico mio, e tu ne sai qualcosa. Di bello c'è che frequento gente nuova e del tipo che tempo fa avrei detto "ma chi quello/a?ma che sei matto". E forse un pò ci sono diventato. Anni fa presi la maturità ma, ad essere sinceri, solo ora mi ci sento un pochettino, maturo. E la mia testa mi dice che è maturo chi riesce a mettersi alle spalle certi retaggi culturali, certe barzellette sulla vita che non fanno neanche troppo ridere. Un pò più di comprensione, quella si, quella la vorrei proprio. Ora ti saluto, perchè mi va, perchè non ti devo spiegare perchè. Baci. Freddy

Sunday, July 29, 2007

E prendemmo un paio di birre e qualche pezzo di pizza. Sarà stato per il caldo, ma non ci ho capito nulla. Ma che ci siamo detti? ma era proprio necessario parlare di tutto per evitare di parlarsi davvero? il genere umano inizia ad annoiarmi; troppe stronzate, troppo dimostrarsi, troppe via di fuga. è evidente che ho bisogno di una bella vacanza.

Tuesday, July 24, 2007

fffff

Si perchè ad un certo punto bisogna fare pace con il mondo. E come in "Aprile" di moretti liberarsi di tutte le cose che ti fanno arrabiare. Con un soffio. Di merda in giro ce n'è da riempire l'oceano. Valutiamo dunque la terra ferma, e diamoci una calmata. Il futuro mi mette ansia, come tutte le cose che nn riesco a controllare. Valutiamo dunque il presente e tiriamo a campare. ma sempre con una buona dose di fantasia, che sto scoprendo essere un terreno da me ancora poco esplorato. Dice "ma allora ti rifugi in un altro mondo?Scappi?". "Si", perchè questo proprio non ho la forza di capirlo. Ed ora vado a letto, a sentire Schubert, con la puzza sotto il naso. 3--2-1 et voilà.

Monday, July 23, 2007


Scena 1 : Scriva-mia. (Inventario)

Una bottiglia di acqua vuota, reduce dal concerto di Capossela di sabato.
Una moleskina, scarabbocchiata senza troppa enfasi.
Una spina tripla.
Il biglietto da visita di Katia Rizzo (cantante, che mi ha lasciato la demo per suonare al locale)
Filtri, tabacco, centinaia di cartine.
Posacenere, cum sigarettam truccatam sfiammante all'interno.
Un bicchiere vuoto.
N°3 accendini scarichi. N°1 accendino funzionante.
Penne, pennarelloni, matite.
Cd rovesciati.
Un foglio di carta con bozze di un pezzo schifoso che ho provato a scrivere oggi.
Custodia degli occhiali.
Occhiali, da sole, ma buoni anche all'ombra.
Confezione di Floppy disk
Scotch (nel senso adesivo del termine)
3 bronzini di euro.
Colla.
Mouse.
Biscotti inglesi regalatimi da una mia amica di ritorno per l'appunto dal Regno.
Ancora filtri per sigarre.
e se alzo lo sguardo mi vedo in una foto giusto di un anno fa. Avevo una maglietta in dosso, con su scritto: "e anche l'università me la sono tolta dalle palle".La stessa che porto, dopo numerosi lavaggi, ancora casualmente adesso. A parte questo il caos, lo spaesamento esistenziale più pronunciato che la mia storia ricordi. Ma non drammatiziamo. Ancora filtri.

Sunday, July 22, 2007


Ahahahanarchia

E non si respira mica, stasera, che è 22 di luglio. Si, un pò è per il caldo, ma un pò anche no. Scusate il tono colloquiale ma è di un soliloquio che si tratta, dunque calma e sangue freddo, almeno questo lo si salvi dal bollore. Che c'è intorno, e che finisce per esserci anche dentro. Dentro casa, intendo, che non sono in vena di sofisticazioni lingustiche. Si perchè la vita è complicata perchè si usano frasi, costruzioni e parole complicate. Mica l'ho detto io che il pensiero si struttura sul e per mezzo del linguaggio; e nonostante non l'ho detto è una cosa sacrosanta amici miei. Al contrario voi conoscete la mia passione per il gioco linguistico, per la descrizione, sovente orientata al surreale. Si, ma io lo faccio per ridere, perchè se si complicano in senso serio le cose, si rischia di farsi del male. E non è il caso, no. Io infatti credo che la vita è complicata si, ma non quanto la fantasia. Lì, nel campo dell'immaginario è vero casino, se ne vedono di cotte e di crude. Nella vita, alla fine, le possibilità, stringi stringi, quelle sono, nonostante la retorica del "tutto è possibile". Per dire io non ho mai discusso con una persona contenuta in una foto che ho in camera, nonostante lui, in maniera del tutto ineducata, continui a fissarmi da anni. E, tanto per dirne un'altra, non me la sono mai presa se il materasso del letto mi tocca il culo da quando sono piccolo. Insomma cerco di starmene tranquillo perchè, vacci a discutere tu con un materasso, vai a parlare con un fotografia. Non ti capiscono, è inutile. E questo perchè?Ve l'ho detto, nel mondo immaginario c'è un gran casino, nessuno ti da retta, si vede che manca un'autorità. Questo per dire che è normale se un tipo fantasioso, creativo, ha tendenze anarchiche. Forse un pensiero veramente democratico (realmente tra pari) è possibile solo se manca il principio di autorità..da un punto di vista strettamente formale intendo. certo voi mi direte che demos significa..etc..dettagli comunque, ho ragione io. Punto e basta. Almeno secondo me.

Wednesday, July 18, 2007


Ciao ragazzi, sono sempre io, Frank. Scusate se mi rifaccio vivo solo ora ma sto attraversando un periodo un pò incasinato (sto facendo i lavori a casa e mi tocca stare tutto il giorno dietro ai muratori, a controllare che non facciano casini). A parte questo, avete notizie di Freddy?No perchè ho perso per l'ennesima volta le sue tracce. Tempo fa avremmo dovuto prendere un caffè insieme ma all'ultimo è saltata perchè mi hanno fatto un'improvvisata i suoceri e sono dovuto restare al palo. Da quel giorno Freddy è sparito, non vorrei che se la sia presa per così poco. Con Madeleine so che si sono praticamente persi di vista e che lui ha avuto altri casini, anche se non ho capito bene di che natura: tuttavia mi piacerebbe sapere come se la passa quel figlio di puttana di Nasone. E' che questa vita del cazzo non ti lascia un attimo per le cose importanti, per gli amici, per gli affetti, per i buoni sentimenti (diciamocelo cristo santo). Se passa di qui, se qualcuno di voi lo sente, ditegli che l'ho cercato, che lo vorrei incontrare, che gli voglio bene. Io ora sarò fuori per una mesata buona, vado a trovare i miei zii che hanno una casetta in campagna, vado da loro a rilassarmi un pò.Il mio numero l'avete, la mia mail anche. Fatemi sapere per dio, fatemi sapere. Che sono in pena. Un abbraccio Frank Z.

Friday, July 13, 2007




Baci, Luca.

Sunday, July 08, 2007


O-rizzontale o verticale.(Cruciverba manent, scripta volant.)

Si, ecco, diciamo così: sto diventando un appassionato de "la settimana enigmistica". Saranno un paio di settimane che la frequento e devo confessarvi di aver trovato, credo, la mia dimensione intellettuale. Tutti quei giochi, quegli indovinelli, quelle definizioni, i disegni in bianco e nero, e quella impaginazione grafica uguale da 70 anni. Le vignette con le battute che non fanno neanche sorridere, unisci i punti, trova le differenze: insomma uno spasso. E poi mi succede una cosa strana quando la sfoglio: trovare infatti fra quelle pagine che sembrano ferme nel tempo, accenni, riferimenti all'attualità mi provoca sempre un certo spaesamento. Si perchè sfogliando la settimana enigmistica sembra di avere in mano il numero di una rivista degli anni 30, e leggerci cose tipo MTV o "le iniziali di Neri Marcorè", mi sembra di avere in mano qualcosa di magico, tipo un almanacco del passato con su scritte cose che riguardano il futuro. Vabè ma queste sono suggestioni mie, quello che volevo dire è altra cosa. Sul numero di questa settimana, tra i "Lo sapevate che?" ce n'è uno bellissimo. Dunque, si dice che il giorno della prima di un suo spettacolo, Oscar Wilde venne tanto acclamato dal pubblico che fu costretto a presentarsi sul palcoscenico. Il pubblico applaudì al punto la sua opera da "costringerlo"a farsi vedere da tutti, sebbene, si dice, lui non ne avesse voglia. Ebbene, Wilde si presentò sul palco con una sigaretta in mano ed il suo solito humor anglosassone. Guardò la platea e disse:
"Care signore e cari signori, so che è maleducazione fumare di fronte a voi, ma, ne converrete con me, lo è anche da parte vostra disturbarmi mentro fumo".
E a me sta cosa m'ha fatto tanto ridere, che vi devo dire.

Saturday, July 07, 2007


O-d'ori o d'argento

Patapum...e la finestra si ruppe ed i vetri caddero in terra, a macchiare di riflessi la camera da letto. Che sembrava una cucina, per i gli odori presenti nell'aria, uno più scomposto dell'altro. Dalla camicia s'alzava un puzzo che a strizzarla se ne sarebbe ricavata una mezza sigaretta. Nei pantaloni, a scacchi, un'arrocco di fritto misto a vino, con spruzzate di aceto balsamico, con accenni di sapone liquido concentrato per piatti. Attaccato alle pareti un emetter d'intonaco perlinato, con rare venature, qui e lì, di vernice rosso pompeano lavabile. Ed io me ne stavo nel letto, a considerare col naso meglio che con la testa; a rendermi conto di quello che sparisce allo sguardo, all'udito, ma s'aggrappa all'olfatto e fa perdere il senso meno considerato dalla storia: quello dell'orientamento. Si perchè, ho da sempre l'abitudine di annusare tutto: i cibi prima di mangiarli, le bevande prima di scioglierle in gola, i vestiti prima di indossarli, i capelli antes que gettarli via nel secchio. E poi negli abbracci cercare di capire chi si ha di fronte dall'odore; e quello di saliva che ti resta appeso alle guance per la troppa passione, per una certa maleducazione sentimentale. Il guaio è voler parlare di ciò che di parole non è fatto, è questo l'infatile tentativo che non può che lasciare insoddisfatti..sniff sniff..fff..questo schermo, che puzza, ma quale buonanotte?

Friday, July 06, 2007

Voce del verbo Lineare

Ma in linea di principio non è che sono contrario, cioè non sono contrario alla linea. Nonostante non faccia diete o cose del genere ci tengo infatti al mio aspetto fisico. E poi non solo a quel tipo di linea. Ritengo anche importante quella del telefono e, fermatemi se dico oscenità, quella degli aerei, (quelli di linea ovviamente). Ma non sono neanche contrario alla linea dell'orizzonte, figuriamoci se mi metto a criticare cose esistente da millenni: no, non se ne parla. Piuttosto, visti gli sconvolgimenti climatici, qualcosa da ridere al riguardo della linea autunno-inverno l'avrei, ma non mi metto qui a sindacare, non è da me. voi ora starete cercando il filo del discorso, quello che lega tutto il detto, il ridetto. il sentito e risentito. Ebbene il filo è la linea del quaderno, che sorregge le lettere e non le fa cascare tutte giù per terra, sul fondo della pagina. Pensate che botto farebbero tutte le vocali e le consosanti a piè di pagina, in ordine sparso, messe all'angoletto in punizione, come nota, per la nota ricevuta. Si perchè è vero che per alcune cose non ci si può andare troppo teneri: bisogna punire, reprimere, indirizzare, ci vuole la Linea dura.

Wednesday, July 04, 2007

Musicoleria

Poi stasera usciamo ed andiamo a sentire degli amici che suonano. Arriviamo e dopo pochi minuti iniziano. Io sto seduto, con le gambe conserte e penso che la musica (per chi non l'avesse capito, in questo periodo me ne sto innamorando per la seconda volta) è un giocattolo. Si perchè , guardando meglio le persone che suonano, ci si accorge che somigliano tanto a dei bambini alle prese col gioco più divertente che ci sia. Li vedi affannarsi, farsi cenni, arrabiarsi se qualcosa va storto e poi comunque riderci su. Ed aspettare l'applauso, come quando da bambini si saliva sulla sedia per recitare la poesia. Ed il momento più bello era il finale, quando sentivi che eri stato bravo, che ti eri meritato l'attenzione concessa. Clap, clap, clap. Che grande errore volersi dimostrare.
Circo-lare

E' in questi periodi che finiscono le scuole, gli stage, gli esami all'università. E' in queste fasi che finiscono le biglie nelle buche e le giornate fresche di primavera. Altresì finisce lo zucchero nel caffè ed il caffè dal barattolo nella credenza. Succede di frequente poi che finisca la forza di stare in piedi e si finisca con i piedi sul divano. O ancora, alle volte, con le mani in mano perchè ad esempio sono finite le cose da fare, o con le mani nei capelli perchè le storie d'amore succede che finiscano male. E' in questi periodi che finiscono gli spiccioli nel tombino, le banconote nel portafoglio, i posti a sedere, le lattine di chinotto dal terzo ripiano in basso del frigorifero. Finisce la fiducia nelle chiacchere della ggente, finisce la scorza di limone sul fondo del bicchiere.Dice "ma allora finsce tutto, è la fine del mondo?". No, perchè anche la fine è finita e si ricomincia: altro giro, altro divertimento. Svengano signori svengano, che lo spettacolo è da perdere il fiato.

Sunday, July 01, 2007

Dalì (a qui)

Cosa farsene dei dischi se poi non volano . E delle gomme da masticare se non sei capace a fare i palloncini con la bocca. A cosa servono gli accendini se a non si è capaci di ardere di passione, di scottarsi con i sentementi. E qualcuno deve ancora spiegarmi cosa se ne fa la gente delle coppe gelato, amari ( o dolci) premi per atleti della forchetta. Vogliamo poi parlare degli animali migliori amici dell'uomo, tipo i grilli per la testa o le pulci nelle orecchie?meglio di no, lasciamo stare. E invece si insiste con le ciabatte infradito, che lasciano un doppio segno, sulla sabbia e tra le dita dei piedi. Poi le lenzuola di lino, del povero Lino che le rivorrebbe indietro e le reclama da anni. Oppure si prenda, a titolo d'esmpio, la tanto decantata televisione, questa specie di scatola delle meraviglie: c'era bisogno di accalcare tanta gente in un così piccolo spazio?Non capisco, non capisco. Mi riesce difficile anche comprendere l'utilità della H muta, o delle consonanti che non suonano. Mi tocca invece di sentire i ben pensanti che non capiscono nulla e i mal viventi che se la spassano alla grande; o ancor peggio i contanti che si lasciano contare. E' bravo chi ci capisce: io, per conto mio, preferisco buttarla sempre in caciara.

p.s. è la vita a essere patafisica