E per bacco!E stasera ho capito un'altra cosa: suonare non sempre è bello. Erano anni che non suonavo in un ristorante-pizzeria etc..ed ora mi spiego perchè. Non ha proprio senso farlo, il pubblico, anzi i clienti, ti considerano poco più che tappezzeria. Ed allora visto che non ci devo campare con la musica, spero di non suonare mai più in una situazione del genere, perchè è mortificante, perchè dallo strumento non esce nulla di buono. Il principio infatti è semplice: c'è chi suona e chi ascolta, altrimenti salta tutto, non ne vale la pena. Ma non per un discorso tirannico di quello che dice: "ora stai zitto e ascolta quanto sono bravo". no, al contrario, è per un fatto di buona educazione e di curiosità . Se viene l'idraulico a casa lo lasci lavorare, se vai dal panettiere compri il pane, se vai a vedere un flim guardi il film, se infine parli con un amico ascolti quello che ti dice. E invece con la musica no, pare che non funzioni così: devi stare li e suonare di sottofondo, senza disturbare troppo, senza catturare troppo l'attenzione di chi dovrebbe ascoltare. Tant'è che andando via, sono passato dal gestore a ritirare i soldi e gli ho rivolto la fatidica domanda "com'è andata?". E questo grassone, questo obeso commerciante burino non mi va a rispondere "ma, bene, la gente non si è lamentata". A me in queste situazioni viene da ridere, perchè è evidente che sono discorsi privi di umanità. Ripeto, è un fatto di curiosità, di ascoltare perchè magari si può imparare qualcosa di nuovo, conoscere un altro lato della propria sensibilità, aprirsi a possibilità di provare emozioni diverse dal solito. Magari sgradevoli, magari piacevoli, estasianti: comunque qualcosa in aggiunta al normale scorrere degli eventi. Di affitti, di compleanni, di lavoro, dellaromaedellalazio, si può anche parlare in un secondo momento, quando chi è sul palco ha smesso di dire la sua. La musica è frutto di centinaia di anni di evoluzioni, è la somma (a volte la sottrazione) di grandi intelligenze, di menti incredibilmente sensibili, che molto hanno da insegnare a tutti. E chi suona è in un certo senso un mezzo per far rivivere ad altri, ed a se stessi, opere spesso estasianti. Non si buttano le carte per terra, come non si scrive su un palazzo, non si calpestano le aiuole come non si dovrebbero rompere i vetri della auto altrui. Perchè?Perchè qualcuno ha speso il suo tempo a pulire la strada, a progettare e costruire un palazzo, a rasare ben bene il prato, ad imparare a suonare uno strumento..e il tempo degli altri, come il proprio, è sacro ed è un vero peccato buttarlo in una pizzeria nel ruolo di tappezzeria.Ma non c'è astio nelle mie parole, quanto piuttosto rammarico. Ci vuole tanto a capire che dobbiamo imparare ad avere cura del lavoro del prossimo?
foto Fabio Gaigher